Intervento del Sindaco di Potenza, Prof. Gaetano Fierro

Un sistema di trasporti efficiente è uno degli elementi che maggiormente contribuisce alla crescita ed alla competitività delle città.

L’identità di città capitale passa attraverso l’assegnazione alla stessa di una funzione peculiare nella strategia di sviluppo ma, anche, attraverso un modo di essere comunità, cioè di proporsi nel suo complesso come città che esercita un richiamo proprio, che esprime un valore aggiunto nel modo di organizzarsi, di erogare servizi, di proporsi come prodotto unico ed irripetibile della storia, delle tradizioni, dei valori. Ecco perché il miglioramento della infrastrutturazione viaria costituisce il pre-requisito del successo delle politiche governative e locali nonché delle iniziative di parte privata, in vista della crescita delle produzioni e dei commerci, per non dire dei flussi turistici verso il Mezzogiorno. Il passo in avanti che va compiuto riguarda la collocazione delle città in un sistema reticolare nel quale si possa  partecipare strategicamente alle dinamiche di sviluppo connesse all’uso e alla valorizzazione delle diverse risorse regionali, da quelle naturali  a quelle turistiche ed ambientali, a quelle culturali.

L’attuale esigenza di innovazione del sistema dei trasporti, mira ad accentuarne l’efficacia prestazionale, rispetto ai nuovi assetti del territorio nazionale. L’obiettivo  è quello di ridurre in modo significativo il gap economico e sociale delle regioni italiane del sud, soprattutto determinando le condizioni idonee alla promozione e localizzazione di nuove iniziative imprenditoriali. Al Mezzogiorno vanno assicurate quindi condizioni di vita e di contesto economico sociali migliori. E invece attualmente è proprio il Mezzogiorno a registrare nel settore strategico dei trasporti un generale ritardo infrastrutturale. La rete di trasporto stradale e ferroviaria esistente presenta livelli di efficienza alquanto disomogenei. Pur in presenza di una crescita dei flussi nell’ambito dei traffici nazionali, la rete, stradale e ferroviaria, non è rispondente per estensione, per aumento e miglioramento dei servizi, per il completamento di connessioni in un’ottica intermodale.

Le immagini più recenti del territorio nazionale ci restituiscono un quadro di relazioni tra insediamenti, infrastrutture e sistema ambientale complicato dalla logica incrementalista – e tutt’altro che pianificata – con cui si è creduto di rispondere alle domande di mobilità delle diverse parti del Paese. Questo, se ha permesso il soddisfacimento sostanziale del “bisogno di traffico” in molte aree, ha favorito una crescita quantitativa e “localmente incrementale” del sistema, rispondente ad approcci parziali, settoriali o occasionali, piuttosto che ad un’organizzazione incentrata su interazioni progettate e innovative tra territorio e trasporti. E invece il potenziamento del sistema di trasporti risulta essenziale per aprire il Mezzogiorno e l’Italia ai traffici internazionali e per stimolare nuovi insediamenti. Si tratta di un  passaggio quanto mai necessario nel Mezzogiorno che, mentre ancora subisce gli effetti della arretratezza dei sistemi infrastrutturali primari continua a pagare – in termini di degrado ambientale, dissesto idrogeologico  – il prezzo del fallimento delle politiche dei poli industriali ed infrastrutturali, che prevedevano di attrezzare quelli che avrebbero dovuto costituire i terminali del trasferimento “straordinario” di risorse pubbliche al Mezzogiorno.

Ecco allora che bisogna impegnarsi tutti per ridurre significativamente il divario economico e sociale delle regioni del Mezzogiorno per avvicinare il Sud d’Italia al resto della Penisola e ai Paesi comunitari; per raggiungere standard produttivi ed economici adeguati a realizzare la promozione di nuove iniziative imprenditoriali attraverso una valida ed integrata rete di trasporti. Non si tratta di accrescere indiscriminatamente le dotazioni infrastrutturali del Sud, perseguendo l’obiettivo di “colmare il ritardo con il Centro-Nord”, come se per ogni tipologia di infrastruttura esistesse l’obiettivo di un quantum pro capite, indipendente dalle condizioni geografiche e dalle vocazioni economiche e sociali dei diversi territori, ma si tratta di realizzare, e di realizzare bene, quelle opere che sono strettamente funzionali a selezionati obiettivi di sviluppo produttivo e di miglioramento della qualità della vita sociale. [continua…]

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