[…continua] ASPETTI PROCEDIMENTALI DELL’OPERAZIONE

Ipotizzato che la Regione Basilicata disporrà il finanziamento della spesa di realizzazione, contestualmente sarà definito il “soggetto attuatore”.
Posto che in tal senso sarà individuato il Comune di Potenza occorrerà pervenire alla progettazione esecutiva, anche attraverso la via dell’appalto-concorso.
Seguendo, invece, la ordinaria procedura della progettazione a cura dell’Ente, si dovrà poi attivare il procedimento di appalto della realizzazione, ai sensi del decreto legislativo n. 158/1995.

Appare imprescindibile, a questo punto che, per l’efficace tutela del pubblico interesse, che la fase costruttiva sia assistita  dalle garanzie e  certezze di piena funzionalità economico-finanziaria dell’opera, una volta realizzata.
Più chiaramente, occorrerà, sin dall’avvio della realizzazione, poter disporre della certezza che per un periodo anche breve (presumibilmente almeno 3 anni) la gestione dell’importante opera benefici del pareggio economico-finanziario.
Come rilevato nella prima parte, già verso il terzo anno di gestione dovrebbero conseguirsi risultati economici incoraggianti.
Da questo punto di vista e pur dando per scontato l’interesse dei vettori,  dovrebbe ritenersi che comunque la struttura in argomento inizialmente nascerebbe per soddisfare una domanda ridotta, inadeguata ad assicurare le coperture finanziarie necessarie alla gestione.
 Solo nel prosieguo, quindi, la quantità e qualità di utenti potranno, secondo le aspettative dell’Amministrazione, accrescersi, per l’effetto anche di appropriate manovre di attrazione di nuova clientela e di attività imprenditoriali e di servizio collaterali all’impianto principale.
Nel primo periodo, accanto alla necessità di una gestione tecnica all’altezza delle necessità, si potrà anche patire lo squilibrio finanziario della gestione.
In ragione di tali necessità e rischi, occorre da subito prefigurare elementi di adeguata compensazione.

L’IPOTESI DI UN CONCORZIO PER L’ATTIVAZIONE E LO SVILUPPO DELL’AEROPORTO

Per il presumibile disinteresse alla gestione, in fase iniziale, da parte di  investitori privati,  può fondatamente emarginarsi l’ipotesi di una società di capitali  di tipo “pubblico-privato”, appare meglio praticabile l’idea di costituire, ai sensi dell’art. 31 del decreto legislativo n. 267/2000, un consorzio per l’attivazione e lo sviluppo dell’aeroporto.
La norma citata prevede che gli enti locali, per la gestione associata di uno o più servizi e l’esercizio associato di funzioni, possono costituire un consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali.

Al consorzio dovrebbero partecipare la Regione Basilicata (il cui intervento finanziario dovrebbe essere consentito, sebbene non si tratti di trasporto locale) e la Provincia di Potenza, senza contare altri soggetti pubblici locali di sicuro interessati all’iniziativa.
Tale consorzio, appena costituito, si dovrebbe fare carico della elaborazione di detto piano di attivazione dell’investimento.
Allo stesso consorzio dovrebbero essere, quindi, affidate, accanto alla titolarità giuridica della gestione,  le cure connesse alla piena applicazione del piano di attivazione dell’investimento, e quindi la ricerca di partners nonché dei  soggetti  professionali necessari alla gestione, con l’evidente fine di ricercare anche  l’ottimizzazione dei saldi del bilancio economico-finanziario di primo periodo. 

Il consorzio medesimo,  se non costituito a termine,  potrebbe evolvere poi in una società di capitali, con la auspicabile partecipazione di “privati”, i quali, sicuramente, nutrirebbero interesse a coinvolgersi sulla base dei risultati della gestione del primo periodo. 

Con tali presupposti si varerebbe con le dovute cautele l’investimento in questione, per il quale il finanziamento e la realizzazione delle opere e impianti non possono assolutamente considerarsi disgiuntamente dalla certezza di piena funzionalità ed equilibrio economico-finanziario, almeno nel primo periodo.
È superfluo aggiungere che il Comune di Potenza dovrebbe farsi carico, anche con il fine di trainare i partners potenziali, di contribuire, per sua parte e in maniera qualificata, al fondo di dotazione iniziale del consorzio.
Più chiaramente, dovrebbe ipotizzarsi, sulla base dei dati espressi con riferimento all’iniziale gestione e delle prevedibili necessità finanziarie collegate all’elaborazione  del piano di attivazione dell’investimento e ad un’efficace avvio della gestione un fondo di dotazione di almeno 2.500.000 di euro.
Le percentuali di contribuzione al fondo potranno essere definite un volta conosciuti i partners, nonché l’intervento da parte del Comune, considerando pure che ciascun soggetto partecipante al consorzio “conterà” per la quota di partecipazione fissata in capo ad esso dallo statuto e dalla convenzione.

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