Comunicato Stampa di “LiberaAssociazione” – Marconia – ” Comitato per la salvaguardia del litorale jonico e degli interessi dei suoi abitanti.

A volte dobbiamo prenderci la responsabilità di decidere anche contro la volontà popolare
(Filippo Bubbico Presidente della Regione Basilicata)

Lunedì 24 giugno 2002, il comitato per la salvaguardia del litorale jonico e degli interessi dei suoi abitanti ha consegnato nelle mani del Presidente della Regione Basilicata una petizione popolare sottoscritta da oltre 4500 firme, per chiedere l’apertura di una conferenza in cui discutere le scelte politiche per lo sviluppo turistico del litorale jonico e, contestualmente, il fermo dei progetti in corso, almeno fino a quando non si giunge ad una consapevolezza comune e condivisa sulle sorti di una delle ultime spiagge italiane ancora naturali.

Il Presidente Bubbico si è mostrato disponibile ad ascoltare le ragioni del comitato. Si è conversato “simpaticamente” per circa un’ora, ma concretamente non ha rilasciato nessuna dichiarazione che aprisse uno spiraglio in direzione delle richieste del Comitato stesso.

Nella sostanza, la risposta è stata che la cementificazione del litorale è un passo strategico e necessario a trainare il sistema turismo dell’intera regione che necessita di un rilancio economico ed
occupazionale e si sentenzia “la qualità sociale è più importante di quella ambientale” (??) aggiungendo che “…la Valutazione di Impatto Ambientale e’ una cosa seria“. Intanto apprendiamo che la Cit Holding a Scanzano realizzando 5 progetti da 2.000 posti letto ottiene dalla Regione la possibilità di evitare la V.I.A. richiesta dalla stessa Regione per 1 progetto da 10.000.

Il comitato non può assolutamente accettare queste risposte. Si precisa con fermezza che il comitato ha posto la questione del litorale ionico lucano, sia dal punto di vista della sua
cementificazione sia della sua svendita alle multinazionali del turismo, proprio come una politica economica errata! Il punto 5 della petizione recita: “La pratica dei villaggi turistici ha già dimostrato, nei comuni in cui questi esistono, di non portare reali vantaggi alla economia comunale. Una economia chiusa e un turismo fortemente stagionale e riservato non porta benefici ne’ alla occupazione ne’ allo scambio etnico-culturale tipico del settore. Al contrario, queste grosse strutture, spesso rappresentano un freno alla iniziativa locale“.

E ancora nella richiesta di incontro con il Presidente si ribadiva il concetto La nostra preoccupazione è che si sta producendo un forte degrado dell’ecosistema costiero di grande valore naturale a vantaggio di pochi grossi insediamenti che non forniscono alcuna garanzia di rilancio del territorio ospitante, come l’esperienza del comune di Pisticci ha già dimostrato.”

Come si fa ad ignorare che appunto il territorio di Pisticci pur “ospitando” da molti anni 4 villaggi turistici non ha avuto alcun rilancio economico, occupazionale e culturale, tanto da essere oggi in
dissesto finanziario? Come si può ignorare che è aumentato il sistema clientelare e dei favori e che i giovani continuano ad emigrare per un posto di lavoro anche nel settore del turismo? Come si fa a tacere che i 4 porti previsti sono ad uso quasi esclusivo dei villaggi turistici che li hanno richiesti ?

La pratica dei villaggi non è una soluzione al bisogno di rilancio economico e sociale del metapontino e dell’intera regione ma risponde semplicemente alla logica delle colonizzazioni tipiche del terzo mondo dove la povertà, bisogno e risorse naturali vengono sfruttate per produrre interessi finanziari d’oltreconfine! Così il Presidente Bubbico giustifica la posizione della Regione a volte dobbiamo prenderci la responsabilità di decidere anche contro la volontà popolare” considerando i lucani come un popolo degno di essere sottomesso, colonizzato. Elettori si, ma incapaci di intendere e di volere… di essere protagonisti del sistema turistico del metapontino, potranno essere solo dipendenti e raccomandati in qualche mega struttura che chiuderà i battenti quando il mare non sarà più limpido come oggi, lasciando cemento e disoccupazione.

Siamo tutti d’accordo e consapevoli delle potenzialità del litorale jonico, ma il vero problema è quali scelte faranno si che queste potenzialità si trasformino benefici reali e duraturi per gli abitanti.

Queste sono le ragioni del comitato e non si può continuare a confonderle con un ambientalismo che vuole la costa trasformata in un museo. Il comitato è composto da numerose associazioni, solo alcune tipicamente ambientaliste, ma tutte convinte che la strada intrapresa non porterà sviluppo alcuno per il metapontino. Bisogna smetterla con l’abuso del termine “ambientalismo”, smettere di strumentalizzarlo per contrapporre economia e sviluppo, poichè un pensiero politico moderno non può fare distinzione tra ambiente e società, quando lo fa troppo spesso è per interesse personale e sempre contro la volontà popolare.

Continua la petizione sul sito internet (http://www.liberaassociazione.org/comcosta) del comitato, da oggi le firme saranno inviate direttamente alla posta elettronica del Presidente. Intanto il comitato inoltra le firme agli altri numerosi destinatari della petizione, ha già interessato la giustizia
amministrativa, l’Unione Europea e procederà con tutte le iniziative necessarie a scongiurare la distruzione della costa ……grande opportunità di sviluppo per il metapontino!

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