L’uscente Presidente del Rotary Club di Lauria, Giuseppe Mensitiere,  in questo anno  ha investito molta della sua esperienza ed energia nel critico impegno culturale, recuperando e valorizzando la personalità  di illustri lucani, segno della forte necessità comune e ineluttabile di procedere verso un riappropriarsi  dell’identità, e del senso di appartenenza a questa terra.

Molti i partecipanti alla presentazione del catalogo sul maestro pittore Mariano Lanziani, tenutasi presso l’Hotel Isola di Lauria il 25 maggio, organizzata dal Rotary Club in collaborazione con l’Associazione Culturale Tangram.

Il catalogo, curato e prodotto dal Rotary Club di Lauria, ripercorre al suo interno, attraverso fotografie e didascalie, la storia artistica di questa personalità “minore”, decoratore, pittore di santi, ritrattista borghese, vissuto dal 1883 al 1870 in Lauria, che come sottolinea nell’introduzione il Prof. Mario Alberto Pavone, dell’Università degli studi di Salerno, cositituisce  assieme agli altri “minori” uno dei filoni privilegiati della ricerca sul territorio. In quell’occasione numerosi gli interventi rivelatori, tra i quali quello del Prof. Saponaro Responsabile della Soprintendenza di Matera, che del Lanziani ha esaltato i pregi e riconosciuto i limiti: limiti aggravati certamente dall’impossibilità a concludere i suoi studi presso l’Accademia di Napoli, e pregi, che se avesse accresciuto attraverso lo studio, lo avrebbero certamente reso pittore autorevole nazionale.

Il compito comune, ha aggiunto, è disvelare i veli che ci accompagnano e che non rendono giustizia a quelle che sono le nostre storie, culture, e tradizioni: il tassello fondamentale è il coinvolgimento delle scuole. Non sono mancati i complimenti al Presidente Mensitiere per la nobile idea, e alla Prof. Lidia Orrico curatrice delle didascalie  contenute nel libro scientifico ma di natura divulgativa. Il dott. Pavone ha definito il Lanziani “pittore stabile e ostinato”, per il convincimento a cui precocemente giunse sulla bastante sua formazione.

Pittore che si innesta con la tradizione decorativa napoletana, in cui troviamo elementi quali la liberazione degli spazi: effetto scenografico, che lo inserisce in un tracciato di pittori che abbandonano il centro per portarsi nel circondario periferico. Copista solo per volontà ecclesiastica, il Lanziani aveva grande dimistichezza disegnativa e volontà sostanziale di essere moderno. Pittore che sembrerebbe fermo alla metà dell’800, ma che invece invade la prima metà del 900, “si colloca in quella schiera di pittori napoletani, ma con una sua personalità che va al di là dell’onesto artigiano“, scrive la Prof. Lidia Orrico, “egli cerca di inviarci un messaggio che, a distanza di un trentennio appare appena sussurrato…“.

La sua pittura si mostra semplice e sostanziata dalla sacralità religiosa, immagini fluide che offrono all’occhio di noi figli del nuovo millennio, l’idea di un tempo retrospettivo in cui la vita dell’artista lucano si nutriva del contatto con la natura, sfociando nella riproduzione paesaggistica e nell’arte figurativa, con l’espressione mai banale, ma convulsa e acuta di uomo umile e appartato.

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