Il processo di attuazione dell’autonomia degli atenei che ha portato in quest’anno accademico all’attivazione di nuovi corsi di studio universitari, si è sviluppato proprio negli anni in cui venivano prodotte le norme che estendevano e rafforzavano le competenze e le responsabilità delle autonomie locali. Questa simmetria nella legislazione di riferimento, unite alla varietà di campi in cui le rispettive competenze si intersecano, ha sollecitato un confronto tra le due organizzazioni di rappresentanza dei Comuni e del mondo accademico, l’Anci e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, in particolare sulle problematiche connesse alla presenza degli insediamenti universitari nelle città d’Italia.

Un seminario si terrà a Firenze il 28 giugno prossimo.

Tra i relatori anche il Sindaco di Potenza, Prof. Gaetano Fierro per il quale, in un Paese come l’Italia, in cui ha grande importanza il tessuto delle piccole e medie imprese, uno dei fattori competitivi fondamentali è la capacità dei territori di supportare al massimo i sistemi produttivi locali per la competizione nel mercato globale.
Questa caratteristica dei territori – dice Fierro- è strettamente connessa alla qualità del sistema della formazione e della ricerca, sia per quanto riguarda il feedback sulle innovazioni di processo e di prodotto, sia per ciò che concerne la creazione di figure professionali adeguate.
Quindi la capacità di “mettere in rete” il sistema universitario con i sistemi locali è un punto strategico. Ciò naturalmente non vuol dire snaturare la natura delle università, che devono continuare a praticare la propria vocazione internazionale.

D’altra parte -aggiunge Fierro- la riforma che ha preso avvio in questo anno accademico ha fra i suoi elementi centrali il principio della “competizione qualitativa”. Gli atenei cioè si contendono, in un certo senso, gli studenti, in base alla qualità dell’offerta didattica (che la riforma permette di differenziare e qualificare), intensa sia come qualità dei corsi e spendibilità  dei titoli, ma anche come disponibilità di strutture di sostegno (aule studio, laboratori, tutorato). In questo modo l’intero sistema universitario nazionale dovrebbe migliorare, sia per quanto riguarda il “diritto al successo” (in altre parole: meno abbandoni e più laureati nei tempi stabiliti) sia per la qualità dei titoli di studio.

Un’altra conseguenza importante della riforma dei corsi di studio universitari -continua il Sindaco di Potenza- è certamente la possibilità di calibrare maggiormente l’offerta didattica rispetto ai “bisogni formativi” dei territori. Questa previsione può essere molto positiva per la spendibilità dei titoli e per le dinamiche del mercato del lavoro, ma comporta anche molti rischi (parcellizzazione dei percorsi formativi, eccessivo specialismo, etc) come si può notare dalla prima applicazione della riforma. Dobbiamo quindi sfruttare al meglio le possibilità che vengono dalla nuova Università,  senza però dimenticare però che l’alta formazione di qualità deve avere “una vocazione internazionale” e non può essere separata dalla ricerca.

Appare dunque della massima importanza -conclude Fierro- il lavoro che su questi temi sta svolgendo l’Anci e che troverà la sua concretizzazione nel Protocollo d’Intesa che verrà elaborato nel corso del Seminario di Firenze e con il quale si fisseranno le coordinate per un maggiore collegamento e confronto, a livello nazionale e a livello locale, tra tutti i soggetti che operano in questo settore così strategico.

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