In un mondo che invecchia, una riflessione sugli anziani è d’obbligo. A tale esigenza ha risposto la Provincia di Potenza, organizzando un convegno, tenutosi ieri al Museo Provinciale, dal titolo “I Nuovi Ultimi. La dignità dell’anziano nella chiesa e nel mondo”.

Dall’introduzione di Don Mimmo Spinazzola, cappellano del Centro Don Uva e, per l’occasione, moderatore dell’incontro, emergono i dati di una vistosa crescita degli anziani, a fronte di un considerevole crollo di natalità. Da qui, l’esigenza di capire quale ruolo è chiamato a svolgere l’anziano nella nostra società.

Le parole del vescovo di Potenza, Mons. Agostino Superbo, fanno riflettere sulla scarsa considerazione che l’anziano (ma anche tutti gli “ultimi”) ha in questa società efficientista, in cui la ricerca sfrenata del denaro fa cadere i deboli e gli anziani in un oblio senza luce. In quest’ottica, la terza età è un declino o una ricchezza? Il messaggio che l’intervento del vescovo vuole lasciare è quello di un cambiamento dei meccanismi che regolano tutta la società, un processo di revisione che deve portare ad umanizzare il mondo e creare un punto di contatto tra vecchie e nuove generazioni.

I problemi di assistenza dell’anziano sono stati illustrati dal dr. Durante, responsabile dei servizi riabilitativi dell’Opera Don Uva di Potenza. Dalla relazione si evince la necessità di non istituzionalizzare la vecchiaia e non sdradicare l’anziano dal proprio contesto familiare e sociale, cercando di offrire un’assistenza di tipo domiciliare, che sia da supporto alla famiglia dell’anziano. Diversamente, al peso economico, verrebbe a gravare un carico emotivo e psicologico che, senza dubbio, distrugge la famiglia dell’anziano. Un messaggio forte, inoltre, nel considerare l’anziano non come un peso, ma come una risorsa.

Le carenti attuazioni della legge quadro del 2000, sulle politiche che i comuni avrebbero dovuto attuare in tema di assistenza sociale, sono state esposte dall’avv. Mattia, presidente delle Consulta Provinciale degli anziani, il quale denuncia lo scarso valore affettivo che pervade i centri di cura per anziani.

A fare da cornice a questo convegno, una personale di pittura di Giovanni Spinazzola, introdotta da Don Vito Telesca, il quale esprime piena soddisfazione per come le tele hanno saputo esprimere la realtà degli anziani e le loro azioni di vita quotidiana. Perno della mostra è un dipinto raffigurante un anziano che parla ad una giovane ragazza. Ed è questo il filo conduttore con cui leggere i diversi dipinti che vogliono raffigurare gli anziani come “i custodi della memoria collettiva”.

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