Il tema del convegno presentato da Rocco De Rosa intende porre l’accento sui temi della solidarietà intesa come forza che attraversa con energie positive tutto il mondo.
Il volontariato, inoltre, assume una importanza particolare proprio in questo particolare momento storico in cui punti nevralgici del pianeta sono interessati da conflitti. La riscoperta di questa risorsa umana e civile, dunque, rappresenta un contributo notevole ad una società che intende proseguire un cammino di civiltà.

La parrocchia di S. Anna, da sempre attenta nei confronti di queste tematiche, ha allacciato una proficua collaborazione con il periodico di informazione “Volontariato e sviluppo” con l’intento di portare avanti un discorso di divulgazione delle attività sociali a vantaggio dei più bisognosi.
Padre Franco Corbo, quindi, coglie l’occasione per illustrare il resoconto di un recente pellegrinaggio in Terra Santa, in un territorio martoriato dalla violenza e dalla guerra. Il sacerdote, infatti, afferma che mai come in questo caso occorre operare un’informazione capace e veritiera che riesca a restituire la verità dei fatti nella loro oggettività. “E’ semplice” afferma don Franco “per l’informazione mondiale insistere nella ri – proposizione del kamikaze palestinese che si fa saltare in aria uccidendo donne e bambini israeliani. Un’informazione obiettiva deve anche spiegare le ragioni di simili gesti estremi e mostrare anche la controparte.”

Nel corso del suo viaggio, di appena due giorni, egli ha avuto modo di vedere le conseguenze della politica militare di Sharon. Il clima è apocalittico: gli israeliani stanno effettuando una scientifica operazione di distruzione dell’apparato politico ed amministrativo dello stato palestinese. I militari, oltre ad assediare Arafat, hanno distrutto sedi politiche, schiacciato con i carri armati le auto di rappresentanza, fatto esplodere computer del governo e distrutto icone sacre al mondo cristiano senza che l’occidente cattolico abbia mostrato la minima reazione. Le condizioni di vita all’interno dei campi profughi, in continuo aumento in quanto Israele non ha cessato affatto l’annessione dei territori, sono assolutamente disumane e i giovani nonhanno prospettive. È chiaro, dunque, che in un simile contesto si sviluppi il mito della guerra santa e che esplodano dei fondamentalismi nati dalla disperazione.

È indispensabile quindi una corretta informazione che restituisca alla gente la realtà dei fatti.

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