Future visioni o visioni future? Ho scelto undici realtà per mostrare che non ci sono future visioni, che non esistono preavvisi o previsioni: viviamo già nel futuro, siamo il futuro. Preannunciare il futuro è sempre più difficile, visto che lo stesso futuro ci vive addosso e con esso facciamo i conti giorno per giorno. Nel presente già c’è il futuro, in una sorta di neo-primitività.

Questo il messaggio lanciato alla presentazione della Prima Mostra di Arte contemporanea “Future Letture”, inauguratasi questasera, 22 maggio, presso il Museo Provinciale di Potenza. L’iniziativa, nata dall’associazione “Amnesiac Arts”, operante per promuovere e diffondere nuove espressioni audio-visuli, sviluppatesi nel campo dell’arte, ha avuto come suo perno Fabiola Naldi, collaboratrice presso il corso di storia dell’arte contemporanea, al DAMS di Bologna.
Il Presidente della Provincia di Potenza Vito Santarsiero ha voluto ribadire come “l’arte in tutte le sue espressioni e in tutti i suoi linguaggi, anche quelli più all’avanguardia, come è il caso di “Future Visioni”, una mostra che, ribaltando il concetto di spettatore, come colui che osserva e, in un certo senso, subisce l’opera d’arte, diventa occasione per sperimentare un nuovo approccio alla visione attraverso l’interattività”.
Largo spazio si è dato al concetto di “Agorà”, fondata sull’equilibrio di regole e status sociali che, in un certo qual modo, vengono rievocati in quel desiderio che l’arte contemporanea ricerca e spera di ottenere.

Ripercorrendo l’intervista che Fabiola Naldi ha rilasciato a LucaniaNet.it, emerge il desiderio di voler realizzare questa mostra a Potenza per “allargare l’orizzonte contemporaneo con l’intento di sensibilizzare e stimolare il fruitore”. Infatti, nel rapporto tra opera e osservatore, è importante che l’artista faccia “le cose che si sente di fare, pur rimanendo chiari e aperti, non interessandosi sulla comprensione degli altri. Semplificare quindi, ma mai essere banali“. Un messaggio, questo, per squotere l’interesse pubblico, cercando di auto-educarsi al nuovo, seppure di diffile comprensione in una sua fase di conoscenza iniziale. “L’arte non è così lontana, ma è lontana la gente”.
“Non bisogna aver paura di sembrare incomprensibili, la gente non deve aver paura di chiedere. Solo così si apprende l’arte“.
Per Fabiola Nardi, infine, questa mostra vuole essere la cartina tornasole per testare il livello di ricezione dell’arte moderna da parte dei lucani e, allo stesso tempo, “un videoclip dell’arte dei prossimi anni”.
Un saluto fiducioso, confermato dalla volontà di riproporre, l’anno prossimo, un nuovo tema: “Post me, l’arte contemporanea post-identità”.

Il museo, dunque, non visto come luogo in cui catalogare l’esistente e cio che è esistito, ma “nemesi storica”, luogo d’incontro tra passato e futuro, uno strumento per cambiare quel “brodo culturale” che genera il cambiamento sociale.

“Venendo a Potenza, paradossalmete, ho scoperto, dopo anni di studi nella ricerca di strutture architettoniche stratificate, che l’urbanistica del capoluogo è la materializzazione delle mie immagini. Spunto, questo, per ritorno futuro in Basilicata.” “L’arte deve essere immediatezza di dialogo, facile da capire, senza parlare a se stessi”. “Nell’arte ritrovi il bello del quotidiano, come qualsiaisi cosa è in grado di creare emozioni.”
(Giacomo Costa)

“Sono giunto a Potenza perchè ho un particolare interesse per i territori vergini e per la comunicazione cruda”. “Sono affascinato dal Sud, perchè cerco la luce che non ho a nord”. “Bisogna costruire una cultura visiva, poichè c’è necessità di vedere”. “Per apprendere il senso dell’arte contemporanea, bisogna procedere per passi: prima codifico una linea rotonda rappresentando il sole, quindi vedendo in essa il sole, poi dopo posso realizzare anche il tramonto”. “L’importante è vedere”.
(Andrea Galvani)

“Il territorio inizia adesso ad aprirsi, cercando di dialogare con gli altri contesti artistici già affermati”. “Utilizzare un laboratorio di alfabetizzazione all’arte contemporanea”. “Future Letture come punto d’incontro di diverse culture, così vicine ma così lontane, divise dallo spazio e dal tempo”. “Arte contemporanea come elemento di aggregazione”.
(Elisa Laraia)

“Future Letture come mezzo per trovarmi assieme ad altri, un modo per fare esperienza”. “La presenza di molte professionalità non può che arricchire le personali esperienze”. “Cogliere l’occasione per dialogare con quest’arte”.
(Michele Santarsiere)

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