Ha suscitato un vespaio di polemiche l’annullamento delle selezioni al corso di formazione per “Operatore avanzato di call center” che si sarebbero dovute tenere l’altra mattina e che hanno convogliato su Ferrandina oltre 700 candidati provenienti da tutta la regione.

La sede prescelta è stata infatti dichiarata non idonea allo scopo e, pertanto, la commissione regionale incaricata della selezione ha rimandato tutto a data e luogo da definirsi.
La notizia ha ovviamente mandato su tutte le furie il capannello di candidati assiepati sotto i portici del convento di San Domenico, tanto che sono dovute intervenire le forze dell’ordine a sedare gli animi esagitati.

Eccesso di zelo dei commissari regionali o incapacità degli organizzatori? Come era prevedibile, per tutta la giornata Anthill e Forcopim da un lato e regione dall’altro hanno fatto a gara nel rinfacciarsi ogni responsabilità sull’accaduto.

Anthill, in una nota, ha fatto sapere che la decisione di rinviare la selezione è da addebitareunicamente al presidente della commissione esaminatrice nominata dalla regione, che non ha ritenutoidonea la sede (i portici del convento – ndr), “pur avendo in precedenza approvato egli stesso, in occasione di un incontro ufficiale, la sede e l’organizzazione per la selezione“.

Anthill e Forcopim, società quest’ultima incaricata della gestione del corso, hanno inoltre annunciato di aver richiesto “chiarimenti ufficiali al Dipartimento Formazione Professionale della Regione Basilicata, indispensabili al fine di poter procedere in tempi brevi alla ripresa della attività formativa“.

Apprezzamento per l’operato dei funzionari regionali è stato espresso, invece, da Pietro Simonetti, presidente del comitato di coordinamento istituzionale per le politiche del lavoro.
Quanto accaduto stamani – ha affermato in una nota Simonetti –  è molto grave e va apprezzato, da questo punto di vista, il comportamento dei funzionari della regione e dello stesso assessore in quanto vi è stata l’ immediata convocazione dei gestori e degli organizzatori del corso, che dovranno dar conto di quanto accaduto, che macchia l’immagine della regione e dello stesso sistema formativo regionale“. Simonetti ha quindi sostenuto che “vanno accertati e remunerati i danni dei circa 800 lavoratrici e lavoratori che questa mattina hanno perso una giornata ed hanno dovuto subire una vera e propria beffa“.

Simonetti non è tenero né con il Forcopim né con il consorzio Anthill, con il quale lo stesso polemizzò la scorsa estate per la richiesta un po’ imprudente di 120.000 lire quale contributo per le spese di istruttoria dei curricula: “Appare evidente, anche dopo altre esperienze che hanno visto protagonista Anthill, la necessità di una ulteriore verifica sui contenuti progettuali della misura finanziata, ma soprattutto sulle capacità imprenditoriali e organizzative dell’ azienda
e dei gestori dell’ attività formativa
“.

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