Incastonata nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, la Valle del Frido è ammantata di una ricca e variegata vegetazione ed è attraversata in tutta la sua lunghezza dalle cristalline acque del Frido e dei suoi affluenti. Dolci declivi e vallate verdeggianti si snodano dalle sue sorgenti fino a valle tra caratteristici e pittoreschi villaggi. Alle spalle i cinque giganti della catena del Pollino che segnano il confine tra Calabria e Basilicata. Spazi vasti e incontaminati dove l’occhio si perde a contatto con ambienti e paesaggi di grande fascino.

Risalendo la valle, dopo aver attraversato Bosco Magnano, si arriva a S.Severino Lucano, località turistica montana, caratterizzata da una splendida posizione centrale e panoramica. Proseguendo lungo la sp 4 a circa nove chilometri di distanza dal paese, si raggiunge la pittoresca e ridente frazione Mezzana, che si apre ad anfiteatro sulle acque del Frido e che è punto di partenza di tanti itinerai escursionistici d?alta quota.

Nel centro dell?abitato, a circa 900 metri s.l.m, è possibile visitare un bel Museo della civiltà contadina e artigiana, il luogo “ritrovato” della tradizione locale appenninica di Calabria e Basilicata. Il museo permanente è stato realizzato tre anni fa dall?Amministrazione Comunale e grazie all?apporto spontaneo e prezioso di molti cittadini del paese. E? il primo tassello di un progetto più ampio che ogni estate, attraverso l?allestimento temporaneo delle “Botteghe artigiane”, vetrine espositive degli artisti locali, si pone l?obiettivo di rilanciare l?artigianato, riproponendo gli antichi mestieri di una volta.

Il Museo etnografico, strutturato per il momento in due grandi sale divisa per settori, custodisce centinaia di oggetti, frutto per lo più di donazioni private. Nel cortile esterno è esposta un?antica trebbiatrice in legno di inizio ?900. All?interno è possibile trovare mobili, suppellettili originali delle case di una volta, la “mattra”, cioè la madia per impastare il pane, secchi, recipienti, cesti e la “naca” di un bambino; botti e fiaschi impagliati; tini, barili, imbuti e un torchio interamente in legno per le vinacce, perché in ogni casolare c?era la cantina dove lavorare il vino. Una serie di zappe, aratri ed erpici che servivano per dissodare la terra e che venivano tirati dai buoi, sono la testimonianza di un?economia prevalentemente agricola dell’intera area del Pollino, basata sul lavoro dei campi e sull?allevamento del bestiame.

Su una parete campeggia una raccolta di lampade di diverse forme e a varia alimentazione: ad olio, ad acciarino, ad acetilene, a petrolio e in più una lucerna, una pietra focaia e la “scherda”, un particolare ramo di abete impregnato di resina e usato come torcia.

Proseguendo la visita si incontra la bottega del sarto e poi del calzolaio con il deschetto, gli attrezzi per tagliare il cuoio, le forme, gli zoccoli di legno, le scarpe da lavoro femminili e maschili con i “tacci”, chiodi per non consumare le suole. L?ultima sezione è occupata dalla bottega del falegname, una figura importante all?interno dell?economia locale, con l?esposizione di una vastissima gamma di arnesi per la lavorazione del legno, morse, torni, pialle, lime, raschietti, sgorbie.

Tanti dunque gli oggetti custoditi e sistemati in modo che si possa intuire come gli strumenti venivano adattati alle esigenze e alle necessità personali. Tra le curiosità, i piccoli cappucci di canna utilizzati come proteggi dita della mano sinistra durante la mietitura; la falce a lama e ad ascia per gli arbusti; gli scarponi da lavoro con le “ghette” per ripararsi dalla pioggia e dalla neve.

Chi visita il centro ha sicuramente la consapevolezza di accostarsi a “documenti” di grande valore, che “raccontano” una storia fatta di gioie ma anche di sudori e sacrifici legati alla terra e all?andamento delle stagioni. Ogni piccolo oggetto è depositario di questi quotidiani eventi, basta solo saperlo ascoltare e interrogare. Un museo ritrovato dunque, per fissare nel tempo e dare un futuro alla cultura di un popolo ormai millenaria.

Per informazioni o prenotazioni telefonare il martedi, il giovedi e il sabato al numero 0973-570147

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