Il passo in avanti che va compiuto riguarda la collocazione della città in un sistema reticolare nel quale il capoluogo partecipi strategicamente alle dinamiche di sviluppo connesse all’uso e alla valorizzazione delle diverse risorse regionali, da quelle naturali (petrolio) a quelle turistiche ed ambientali, a quelle culturali.

All’interno delle dinamiche che contrassegnano le due grandi direttrici di sviluppo della dorsale appenninica, quella adriatica e quella tirrenica, la città deve proporsi come elemento di raccordo di un territorio interno che sa proporre ed organizzare un tessuto connettivo accogliente, attrezzato, logisticamente competitivo, economicamente conveniente.
In questo processo di creazione di un sistema di rete, i punti di approdo forti appaiono essere o sfruttamento del petrolio in Val d’Agri e la ulteriore crescita delle realtà industriali di Melfi e Vitalba. Punto essenziale dell’Asse viario interno che dalla Sa-RC, in via di completa ristrutturazione, si porta sulla Tito Brienza e sulla Potenza-Melfi Foggia, in direzione dell’A4. Quest’asse è suscettibile di grandi potenzialità di sviluppo nella misura in cui riesce a proporti in maniera unitaria rispetto alle risorse che su di esso insistono e rispetto alle occasioni e potenzialità che intorno si offrono.

Esso è già caratterizzato da grande dinamismo, che si traduce in positive dinamiche demografiche ed in un pendolarismo verso il capoluogo sempre più in aumento. Soprattutto il tratto che da Brienza arriva ad Atella, passando per il capoluogo, è suscettibile di esprimere una forte capacità attraente, a patto che si organizzi il territorio in un efficiente ed integrato reticolo infrastrutturale, capace di offrire servizi, convenienze, logistica, tecnologia.

La realizzazione dell’anello urbano della Città è parte essenziale della proposta di piano. Senza un raccordo che consenta di veicolare rapidamente i flussi di trasporto provenienti dal Sud Ovest della regione, Potenza non ha la possibilità di candidarsi a crocevia strategico di un efficiente sistema viario  meridionale, finalmente capace di mettere in collegamento la costa tirrenica con quella Adriatica.

In questa strategia di piano, la città non può comunque limitarsi ad essere un crocevia fisico. Essa deve elevarsi da zona puramente baricentrica a zona strategica di raccordo, con un’alta capacità direzionale, una offerta di servizi elevati e tecnologicamente avanzati, una idonea ricettività, una elevata qualità urbana.

Uno sforzo complessivo di crescita che deve riguardare tutte le Istituzioni, tutte le espressioni della comunità cittadina, le professioni, il mondo della finanza e dell’imprenditoria in  un rinnovato patto che porti ad esplorare percorsi innovativi, capaci di inserire la città nel gioco più grande di uno sviluppo territoriale non più a macchia di leopardo ma secondo logiche assecondate e sorrette di penetrazione nei territori interni.

E’ l’evoluzione del concetto di Città-Regione, nel senso che l’intuizione originaria di un capoluogo al centro di un sistema di sviluppo tutto all’interno di un territorio regionale, oggi si arricchisce delle nuove opportunità offerte da un processo di crescita industriale ed economico che si muove lungo i confini regionali, espandendo i suoi effetti in più direzioni e reclamando iniziativa di ricucitura e raccordo tra diverse realtà territoriali.

Proprio questo aggancio ad un processo evolutivo interregionale, le cui dinamiche hanno tempi e logiche proprie, rende la creazione del Sistema Urbano di Potenza un’assoluta priorità nella pianificazione regionale, a rischio altrimenti di perdere l’unica occasione di crescita presentatasi in questi anni e di tagliare fuori la città capoluogo da processi evolutivi (Val d’Agri e Melfese) che finirebbero con l’integrarsi nei sistemi extraregionali, condannando il capoluogo ed il suo hinterland ad un ulteriore indebolimento.

LA RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTA’
L’identità di città capitale passa attraverso l’assegnazione di una funzione peculiare della città nella strategia di sviluppo, ma anche, attraverso un modo di essere comunità, cioè di proporsi nel suo complesso come città che esercita un richiamo proprio, che esprime un valore aggiunto nel modo di organizzarsi, di erogare servizi, di proporsi come prodotto unico ed irripetibile della storia, delle tradizioni, dei valori. 

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