“Intendo complimentarmi con Enrico Mistrulli per l’importante ruolo che da oggi ricopre dentro Alleanza Nazionale.

La sua elezione, a seguito di un congresso dialettico e democratico, mi induce a qualche breve riflessione sullo stato di Forza Italia in Basilicata rispetto alla realizzazione del progetto di governo della Regione alternativo a quello del centrosinistra.
Quando, con gli amici Viceconte, Somma, Ruggi, Taddei, Di Sanza, Musacchio e tanti altri demmo vita a Forza Italia come entità politica, ci apparve subito chiara la necessità di garantire insieme esperienza ed innovazione in un giusto mix che, a torto, molti ritenevano una ricetta perdente rispetto alla domanda degli elettori di dividere la classe politica nella assurda dicotomia del vecchio tutto cattivo e del nuovo tutto buono.

Il nostro tentativo fu quello, in un contesto storico così particolare, di evidenziare alla base che si stava pian piano costruendo, quanto di competente e mutuabile ci fosse nella vecchia classe dirigente della nostra regione e quanto fosse necessario innestarla con chi, come noi, si affacciava solo in quel momento sulla scena politica con l’entusiasmo e l’imperativo morale di dare un contributo allo sviluppo socio economico delle comunità lucane. Qualche diffidenza,qualche timidezza e qualche ambizione di troppo frenarono la spinta innovatrice di quella esperienza iniziale che, comunque, segnò risultati storici (Forza Italia fu il primo partito alle comunali di Potenza, il secondo alle regionali  del 1995); in ciò non potendo contare su quadri dirigenziali ed intermedi presenti nelle istituzioni comunali, provinciali regionali e nazionali. L’unica presenza,forte sin da allora, era quella dell’ europarlamentare on. Viceconte.

Alle regionali del 1995 fu inoltre  un errore tattico decisivo non aver presentato più liste collegate al candidato alla presidenza della Regione,in particolare sarebbe stato più efficace in termini di numero di candidati in campo e di risposta ai desideri dell’elettorato predisporre liste separate di Forza Italia e del CDU. Alle regionali del 2000,ad un buon risultato del candidato alla presidenza on. Pagliuca e ad un indubbio successo personale di Blasi (divenuto poi parlamentare con notevole suffragio), Mancusi , Di Sanza, Pici e Corbo non corrispose una crescita di Forza Italia nei consensi totali mentre più o meno contestualmente alcuni significativi dati positivi giungevano  dalla vittoria alle comunali di Melfi, Maratea, Lagonegro, Baragiano oltre agli ottimi risultati che da anni si riscontrano nei comuni della fascia jonica.

Se questo è, seppure tratteggiato a  linee assai superficiali, il quadro dentro il quale svolgiamo la nostra attività politica, mi chiedo cosa manchi ancora a F.I. di Basilicata perché raggiunga finalmente i risultati che ci si attende da anni sul piano amministrativo avendo, sul voto politico, un inimitabile traino costituito da Silvio Berlusconi che garantisce una sorta di valore aggiunto a chiunque, già bravissimo di suo, si candidi alle elezioni politiche.

Due sono a mio parere le ragioni che sino ad oggi non ci portano ad un successo pieno e che brevemente sintetizzo :
– le divisioni interne al partito che dopo la fase Somma ( allora coordinatore regionale ed oggi consigliere nazionale ) si è diviso in correnti risultate un freno ai progetti di crescita;
–  il timore, da parte di alcuni, di perdere prerogative di visibilità a conquistate invero con tanto  impegno e sacrificio sul territorio.

Circa lo stato delle correnti va detto con grande soddisfazione  che mai come in questo momento vi sono le condizioni per rinserrare le fila avendo tutti individuato, ormai da tempo, nel sottosegretario On. Guido Viceconte, il leader unico ed indiscusso, vero punto di riferimento politico e morale, forte di un consenso di opinioni nel territorio lucano, meridionale e nazionale.
Circa il rischio di perdere spazi politici aprendo a coloro che per ragioni a volte tattiche, altre volte sinceramente strategiche potrebbero volersi alleare con noi, va apprezzato lo sforzo che molti amici presenti nelle istituzioni e nel partito svolgono quotidianamente per convincere la base  della necessità di incontrare quelle sensibilità oggi non a proprio agio nel paradigma del centrosinistra lucano.
Credo che sia indispensabile sacrificare un po’ di visibilità e di legittima ambizione personali  sull’altare di un progetto di più ampio respiro.

E’ per quest’ultima considerazione che saluto con soddisfazione il passaggio congressuale consumatosi in Alleanza Nazionale.
Quella che alcuni osservatori considerano un’eccessiva democristianizzazione del centro destra lucano non è altro che un ulteriore passo in avanti lungo quel cammino che porterà al successo la Casa della Libertà in Basilicata non appena si sapranno trovare le giuste alchimie tra vecchi e nuovi valori di riferimento, tra la freschezza, il dinamismo e la competenza delle nostre attuali classi dirigenti e la moderazione e la capacità di sintesi e di governo che non solo molti esponenti della Democrazia Cristiana ma di tutte le forze liberali, laiche e riformiste hanno saputo garantire per decenni alla nostra comunità.
Persone e forze che oggi in parte potrebbero sentirsi chiusi in una prospettiva che non pone loro alternative al centro sinistra.
L’orgoglio, il senso di appartenenza, la dignità e la forte solidarietà tra noi pionieri del centro destra lucano non deve far perdere di vista l’obbiettivo di realizzare quel progetto di buon governo e di sviluppo socio economico che stiamo realizzando in alcuni comuni, che vorremmo realizzare alla regione e che ci viene chiesto da un numero sempre maggiore di elettori.
Altri contesti meridionali quali la Puglia, la Sicilia, la Calabria ci indicano la via da seguire.

Ai nostri uomini di governi, ai nostri Parlamentari, ai nostri sindaci, ai nostri eletti nei vari livelli territoriali, ai nostri uomini di partito, giunga il mio invito a percorrere tutti insieme il percorso segnato da sacrifici e forse nel breve da qualche rinuncia ma infine, ne sono certo, da grandi soddisfazioni e successi.

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