Come promesso, ritorniamo a parlarvi della DOH, la piccola società informatica che ha deciso d’investire nel Lagonegrese scommettendo su LINUX, il rivoluzionario sistema informatico che da tempo lotta contro il monopolio di Windows. Abbiamo rivolto alcune domande ad uno dei soci co-fondatori della DOH, Pasquale Sofia.

La DOH si rivolge ad enti pubblici e privati: fra gli enti pubblici qual è stata la reazione degli amministratori locali?
Le amministrazioni locali hanno reagito positivamente nei confronti del progetto DOH, che mira a realizzare un punto di riferimento informatico sul sistema operativo LINUX nella Valle del Noce. I primi ad accogliere il progetto sono stati il comune di Trecchina e Maratea, seguiti da quello di Nemoli e Rivello.

Uno dei punti chiave della DOH è la formazione: come pensate di agire in Basilicata dove la formazione informatica costituisce una nota dolente?
La formazione nel settore informatico costituisce un serio problema in tutto il meridione. Le possibilità offerte dall’hi-tech sono state, fino ad oggi, sottovalutate sia in termini di sviluppo sia occupazionali. Noi crediamo che questa situazione possa essere invertita. Pertanto, una delle finalità della DOH è quella di promuovere una formazione improntata ad una seria metodologia volta a formare praticamente e culturalmente risorse umane qualificate nel settore informatico, indispensabili per lo sviluppo delle nostre zone e dell’intero Paese.

Qualcuno ha detto “IBM sbarca in Basilicata”: per chiarire, quali sono i legami fra la DOH e l’IBM?
Con IBM abbiamo un accordo di collaborazione.

Perché la DOH ha deciso d’investire proprio nel Lagonegrese?
E’ una sfida. Perché si tratta di rilanciare una zona economicamente depressa, attraverso un prodotto unico e rivoluzionario in termini informatici e di business.

Il Lagonegrese ha, purtroppo conosciuto molte esperienze fallimentari nel campo dell’occupazione e i giovani sembrano ormai rassegnati all’emigrazione o alla disoccupazione: come pensate di muovervi in questo senso?
Anche per questo motivo ci stiamo muovendo con cautela senza creare false aspettative. Si tratta di un progetto ambizioso e nuovo. Ha i propri tempi di maturazione e non si fonda sulla logica imprenditoriale che ha caratterizzato la cosiddetta “vecchia economia”. E’ un’impresa che parte da zero e avanza per tappe. Il primo investimento è nella direzione  delle risorse umane qualificate. Fattore imprescindibile per la crescita.

 

 

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