Comunicato Stampa: “L’8 marzo è stata licenziata a Potenza una lavoratrice”.

Era stata assunta dall’ impresa Pietrafesa Spa come ragioniera, ma mandata a sostituire una segretaria in maternità.

Prima della scadenza dei due mesi di prova, il licenziamento. Doppio schiaffo dell’impresa alla lavoratrice.

Le si fa svolgere una mansione che non è quella per la quale è stata assunta, la si licenzia l’8 marzo (giornata della donna) per pura umiliazione.
E’ evidente che l’impresa si sente padrona della situazione: “non importa per cosa ti ho assunto, devi fare quello che mi serve, se fiati vai a casa e ti mando a casa l’8 marzo per farti capire chi comanda: non c’è storia che tenga“.

Questa è solo l’ultima vicenda che testimonia di come l’impresa interpreti il rapporto di lavoro.

Per questo, per non avere “rogne” sindacali e giudiziarie, si vuole eliminare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per avere lavoratrici e lavoratori “usa e getta”, così come consentono il lavoro interinale e i contratti a termine, per non parlare del lavoro nero, vera e propria piaga largamente diffusa anche nella nostra regione.

Tutto questo in una situazione in cui le lavoratrici sono maggiormente penalizzate. Generalmente le donne fanno i lavori peggiori e con minori diritti.
La Commissione pari opportunità sembra mostrare scarsa attenzione a questi temi ma, davvero, è il minimo che si possa dire. Basta guardare gli argomenti affrontati nei tanti convegni di cui si è fatta promotrice.

Rifondazione comunista sosterrà la raccolta di firme promossa dalla FIOM per estendere l’art. 18 in tutti i luoghi di lavoro, comprese le imprese con meno di 15 dipendenti per le quali la garanzia è al momento esclusa.

Nel mentre il PRC chiede ai lavoratori ed ai cittadini l’adesione alla manifestazione promossa dalla CGIL il 23 marzo a Roma con volantinaggi nei luoghi di lavoro ed in tutto il territorio regionale, nel Consiglio Regionale convocato per il 15 marzo proporremo di dare appoggio alla stessa, anche come segno di solidarietà ad un mondo del lavoro che vede fortemente attaccati i propri diritti da Governo e Confindustria.

 

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