Antonino Imbesi (Forza Italia)
“Innanzitutto la prima valutazione che va fatta sulla relazione al bilancio di previsione del 2002 e del triennio 2002 – 2004 è che la Giunta lo ha scambiato per un bilancio consuntivo del 2001!
Infatti il 95% della suddetta valutazione riguarda cosa è stato fatto (o meglio, non fatto) nella passata annata. Dove sono dunque le “nuove” idee per questo triennio? Ma il “dramma” di questo bilancio si consuma poi nelle singole voci di spesa e di entrata.
Infatti, a seguito di un aumento o del mantenimento (nel caso migliore) delle tasse comunali, il bilancio ha un complessivo di meno di 3 milioni circa di euro, segno evidente della incapacità di questa Amministrazione di attrarre finanziamenti ministeriali e comunitari (si pensi che per i “famosi” PRUSST lo stanziamento previsto è zero!!)
Una voce curiosa è la nascita di un “Assessorato senza portafoglio” come io lo ho ridefinito: mi riferisco al fatto che quest’Assessore ha a disposizione per le politiche del lavoro e la new economy solo L. 20.000.000.
Concludendo, mi domando come sia possibile approvare un bilancio senza idee, senza previsioni e senza possibili sviluppi reali?”

Vincenzo Lofrano (CCD)
“Il bilancio di previsione 2002 segna il fallimento della proposta politica della maggioranza di centro-sinistra che governa la città: infatti, da un lato si aumentano le tasse, vedi sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, senza intervenire sulla qualità e quantità del servizio offerto, dall’altra si tagliano le spese sulla cultura, sul territorio e sull’ambiente.
Problematiche importanti rimangono sul tappeto in attesa di risposte che tardano: le legittime richieste dei cittadini di rione Murate, Poggio Tre Galli, Macchia Romana; un servizio di trasporto pubblico urbano degno di tal nome; autentiche bombe ad orologeria ad elevato impatto ambientale nel cuore della città: Centrale ENEL di via del Gallitello, fornace ex Ierace, Lucchini Siderurgica.
E’ proprio vero: le scelte politiche, le priorità della maggioranza di centro-sinistra non sono quelle del CCD”

Giuseppe Carbone (AN)
“Nel bilancio scarseggiano risorse. Nessuna programmazione nel settore turismo. Nessuna attenzione alle contrade che pagano l’urbanizzazione. Nessuna programmazione per migliorare la situazione scolastica e la relativa sicurezza (L. 626). Nessuna risoluzione al randagismo, problema che preoccupa la città. Nessuna attenzione al fenomeno della disoccupazione che conta 13000 unità“.

Michele Napoli (AN)
La legge sul federalismo parla di trasferimento di deleghe e di funzioni e non di risorse e questa è una responsabilità della sinistra.
La logica del federalismo solidale è quella dell’abbandono dell’ assistenzialismo e della valorizzazione delle risorse e delle vocazioni del territorio. L’ingresso in Europa impone alcune scelte governative e non si può essere “europeisti” a convenienza.
Questo bilancio è privo di investimenti e non permette di avviare un progetto di sviluppo reale e concreto per la città. Sarebbe stato utile prevedere l’utilizzo dei pochi fondi disponibili su talune priorità. Invece si avrà l’effetto di rendere impossibile l’attrazione di investimenti dei privati e risorse che darebbero avvio a quel circolo virtuoso che da un lato garantirebbe l’affermazione del genio creativo, da sempre risorse del sud, dall’altro il ritorno di immagine per la città.

 

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