L’ iter giuridico:

1) Il T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) della Basilicata con la sentenza N° 144 del 13 maggio 1998 ritiene le “ricerche geo-fisiche” dell’E.N.I. e il Parco Nazionale del Pollino incompatibili per le seguenti ragioni:

“Salvaguardia”: Dal quadro normativo di riferimento, si desume che l’art. 3 delle misure di salvaguardia (allegato al d.P.R. 15 novembre 1993) prevede, per tutto il territorio del Parco Nazionale del Pollino, un doppio e concorrente meccanismo di divieto sicche’ sono vietate non solo tutte le attivita’ nominate (in quanto il loro oggetto e’ intrinsecamente dannoso), ma anche tutte quelle innominate che possono avere effetti di danneggiamento e/o di disturbo della flora e della fauna; peraltro, il carattere provvisorio della normativa introdotta dalle misure di salvaguardia (destinata a rimanere in vigore fino all’approvazione del regolamento del Parco), ne impone un’esegesi esattamente aderente al dato testuale. T.A.R. Basilicata 13 maggio 1998, n. 144.

“Diniego di nullaosta di rilievi geofisici”: E’ legittimo il diniego di nullaosta all’esecuzione di rilievi geofisici sul territorio del Parco nazionale del Pollino, che sia motivato con riferimento ai divieti di attività comportanti danneggiamento e disturbo della fauna selvatica e danneggiamento della flora selvatica, imposti dalla misura di salvaguardia contenuta nell’ all. A) al d.P.R. 15 novembre 1993, di istituzione del parco stesso. T.A.R. Basilicata 13 maggio 1998, n. 144.

2) L’E.N.I. ricorre in appello al Consiglio di Stato non accettando la sentenza di I Grado del T.A.R. della Basilicata;

3) Il Consiglio di Stato con la sentenza del 4 maggio 2001 annulla la sentenza precedente N° 144 del T.A.R. della Basilicata interpretando diversamente la questione da come era stato fatto in I grado.

I dubbi:

1) Perché il T.A.R. della Basilicata ha ritenuto, attraverso prove che il Consiglio di Stato non ha preso in grande considerazione, che le “ricerche geo-fisiche” dell’E.N.I. e il Parco Nazionale del Pollino fossero incompatibili ?

“oppure si può porre diversamente lo stesso quesito”:

1a) Perché il Consiglio di Stato non ha ritenuto valida la sentenza del 13 maggio 1998, N° 144 del T.A.R. della Basilicata: per quali ragioni e su quali basi?

2) Perché l’Ente Parco non ha portato davanti al Consiglio di Stato prove sufficientemente valide ai fini della causa contro l’E.N.I. ed in difesa del Parco del Pollino?

3) Perché gli organi di informazione, i mass-media, hanno dato la notizia della sentenza del Consiglio di Stato con largo ritardo?

4) Perché i media hanno travisato il senso della sentenza del Consiglio di Stato informando che tale sentenza stabiliva una fantomatica compatibilità tra “ricerche geo-fisiche” dell’E.N.I. e Parco Nazionale del Pollino? Quando, invece, il Consiglio di Stato non ha stabilito nulla, ma si è limitato ad annullare la sentenza del T.A.R. della Basilicata?

5) Perché in una delle ultime puntate dell’inchiesta del Tg3 Basilicata dedicata alla questione del petrolio nella nostra regione, si è fatto un paragone assurdo tra Parco Nazionale del Pollino e Parco Nazionale del Ticino facendo emergere che l’adattamento delle estrazioni petrolifere da parte dell’E.N.I. al Parco Nazionale del Ticino potessero, in qualche modo, ricondursi all’attività che l’E.N.I. vorrebbe iniziare sul Parco del Pollino, rassicurando, in questo modo, i cittadini della effettiva “compatibilità” tra parco e petrolio?
(Peccato naturalmente che la fuoriuscita di un grande quantitativo di greggio un paio di anni fa ha sconvolto il paesaggio del Parco Nazionale del Ticino che soltanto oggi sta riacquistando il suo volto antico deturpato dalla mano arrogante dell’uomo!…)

6) Come mai – infine – il Sindaco del paese più coinvolto nelle estrazioni petrolifere nella Val d’Agri, Viggiano, sta denunciando in questi giorni – alzando la voce – le inadempienze sia dell’E.N.I. che della Regione Basilicata; lamentando disattenzione per i problemi del paese che ospita sul suo territorio ben 18 pozzi e menefreghismo per quanto riguarda le promesse di benessere e di lavoro fatte alla scoperta dell’immenso giacimento lucano alcuni anni fa?

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