Nello scorso mese di ottobre 2001, nel Parco Nazionale della Sila, più precisamente nella grande foresta del Gariglione, immensa distesa di faggi ed abeti ed una delle più belle foreste italiane, è stato bruciato “Prometeo”, il più grande abete (Abies alba Mill.) esistente della sua specie.
Era un gigante di 2.40 metri di diametro per oltre 35 metri di altezza.
Possedeva la veneranda età (stimata) di 400 anni e, recentemente era stato attrezzato un sentiero e numerose tabelle informative, volte a pubblicizzarne la presenza presso le comunità locali ed i numerosi turisti che visitano questa parte della Sila.
La sua relativa vicinanza alla strada asfaltata che conduce alla Caserma Gariglione del CFS aveva fatto sì che il “Gigante della Sila” divenisse ben presto una vera attrazione turistica della zona. Forse, proprio la sua “fama” ha contribuito a che vandali o personaggi che non gradivano una frequentazione di quei luoghi, appiccasero il fuoco all’interno del suo tronco ormai quasi cavo.
L’abete è bruciato per circa 24 ore, fino a quando il CFS è stato allertato ed ha tentato, invano, di domare le fiamme.
Ora Prometeo giace come un gigante abbattuto dalla stoltezza umana, così come avvenne nel 1993 per il pino loricato (Pinus leucodermis Antoine) del Pollino, anche stavolta l’imbecillità di taluni ha avuto la prevalenza sull’interesse della comunità.
Un simbolo, il simbolo del grande bosco del Gariglione, è stato annientato da coloro i quali non vogliono che la regione emerga dall’oblio, ma gli stolti, non sanno che la foresta è disseminata di migliaia di giovani abeti, degni figli del patriarca e vigorosi eredi della grandezza del genitore.
Molte sono le probabilità che i figli di Prometeo raggiungano le sue stesse dimensioni, sicché è stato annientato il simbolo ma non la sua funzione.
All’interno del Gariglione sono rimasti altri abeti giganti, ma nessuno di questi raggiunge le dimensioni di Prometeo.
Ora, il più grande è un abetone del M. Femminamorta, che misura 2 metri di diametro per 48 di altezza, ma ce ne sono altri (circa 10) che lo distanziano di poco. Sono tutti dispersi all’interno della foresta e di difficile rintracciabilità, per fortuna. Infine, in seguito a tale avvenimenti, il CFS ha deciso di non intervenire più nella marcatura e segnalazione di tali colossi vegetali.
Questa dolorosa decisione è stata presa per evitare il ripetersi di tali avvenimenti. Un’altra occasione mancata. Peccato.

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