Sabato 1 dicembre e Domenica 2 si è tenuto a Firenze un incontro organizzato dall’Associazione Lucana con l’obiettivo di promuovere i prodotti e la cultura della nostra regione.
L’incontro ha avuto luogo nel “Palagio di parte Guelfa” palazzina storica situata in pieno centro di Firenze a due passi da “Ponte Vecchio” e dal Duomo, posizione invidiabile per una manifestazione di questo tipo dato il gran numero di turisti italiani e stranieri che frequentano quella zona.
La locandina dell’incontro che tra l’altro era affissa un po’ in tutta la città prometteva, oltre alle consuete quanto obbligate danze folkloristiche, una rassegna dei prodotti agroalimentari Lucani.
Il tutto mi pareva molto interessante; oltretutto non ero a conoscenza dell’esistenza dell’Associazione Lucana di Firenze, nè mi ero mai preoccupato di cercarne una, visto il mio istintivo disinteresse per questo tipo di “fratellanze” fuori dalla regione; forse le evito perchè tendono a ricordarmi le associazioni degli “italiani all’estero” con tutta la loro sequela di “antichi ricordi” e culture legate a realtà ormai profondamente cambiate.
Preso dalla curiosità sono andato a dare un occhiata. Era presente all’incontro il fior fiore della comunità lucana a Firenze, almeno a detta dell’organizzatore che nel suo discorso di apertura ha elogiato la suddetta associazione per le varie iniziative promosse in passato; iniziative che hanno avuto luogo anche fuori dall’Italia e che hanno avuto ampio gradimento, sempre secondo le parole dell’oratore.
Il discorso ha poi introdotto l’intervento dell’onorevole di turno che ha tirato fuori tutto il repertorio di belle parole con altrettanto succulento contorno di elogi per l’Associazione, per la nostra bella regione e tutto il lavoro fatto da chi la amministra e chi la rappresenta a Roma.
Nel discorso erano molteplici i riferimenti al “petrolio in Basilicata”, alla crescita produttiva ed economica, alla visibilità accresciuta della nostra regione e ai passi da gigante fatti negli ultimi anni. In poche parole il politico ha fatto il suo mestiere. Ma l’evidente quanto esagerato ottimismo di chi parlava non riusciva a oscurare la mente di chi ora scrive il quale oltretutto è noto per essere un ottimista nato!
La mia testa andava ai vari articoli sul tema del petrolio in Basilicata che questo stesso “net-giornale” ha pubblicato in passato, con le sue tante denunce riguardo alla gestione della preziosa risorsa.
Certo l’ascoltatore non si aspettava certo di sentire voci critiche vista l’ atmosfera familiare e buonista che regnava durante l’incontro; ma quello che ci si attendeva era un discorso meno “di circostanza”, che analizzasse un po’ più costruttivamente le “patrie faccende” e uscisse dai soliti canoni del politichese e dalle solite finte grasse e soddisfatte chiacchiere alle quali neanche un neonato crede più.
Ma il pubblico pareva esserne soddisfatto considerando i tanti cenni di approvazione e i numerosi applausi.
C’è da dire che l’uditorio era composto da attempati ascoltatori invitati direttamente dall’associazione, sicuramente in gran parte di origine lucana ma altrettanto sicuramente lontani dalla Lucania da anni (se non per i rari rientri durante le feste comandate) con la vena critica probabilmente sopita da altrettanto tempo.
Ma al di là dei discorsi c’era un’altro aspetto che colpiva: dove era la rassegna di “prodotti lucani” tanto evidenziata nel manifesto? Appena entrati nel salone di ingresso del “Palagio” (che non è certo per dimensioni “Il Salone dei Cinquecento” di Palazzo Della Signoria!) ci si trovava innanzi a pochi quanto sperduti tavolini con sopra una modesta rappresentanza di alimenti e bevande lucani tra i quali ho fatto fatica a trovare una bottiglia di Aglianico (!!!) e nei quali, con mia grande sorpresa, ho rinvenuto dei pacchi di Garganelli (ma non era una pasta Romagnola, i Garganelli…o comunque non tipicamente lucana?).
C’erano inoltre diversi poster rappresentanti le indubbie bellezze del territorio e, dulcis in fundo, una tavolata nella quale ho avuto il piacere di notare gran vassoi di tipici crostini toscani…sicuramente in omaggio alla città ospitante!!! Però la salsiccia sembrava buona e …Lucana (almeno quella!). Tutto qui? Ho sperato che ci fosse un’altra sala con la vera rassegna e che quella fosse solo un assaggio ma la mia speranza è stata subito sopita dall’inserviente a cui ho chiesto. Conclusioni: Non mi aspettavo certo di vedere una manifestazione in grande, dato il carattere privato dell’Associazione organizzatrice, ne’ pensavo che in tale sede si potessero trattare problematiche di difficile soluzione.
Mi chiedo però che impressione possa aver dato una rassegna di questo genere agli occhi di un ignaro visitatore non Lucano che vi si fosse recato non invitato e  semplicemente attratto dal manifesto…forse la stessa che ho avuto io? O forse una semplice quanto dannosa indifferenza? Come sempre …a voi la risposta.
Ma non voglio essere ipercritico; certamente questo tipo di appuntamenti sono da ammirare per quello che si propongono e indubbiamente l’Associazione Lucana di Firenze avrà contribuito nel suo piccolo ad accrescere il prestigio della nostra regione in passate manifestazioni (si sa…tutto fa brodo!) ma spero che gli stessi dubbi che ho avuto io siano comparsi nella testa di chi ha organizzato il tutto, al di là della facciata.
Altrimenti la mia opinione sulle fratellanze di “Lucani fuori della Lucania” difficilmente potrà cambiare. Per quello che vale.

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