Ed eccomi a scrivere qui in Lucanianet; strana sensazione, di ritorno al passato visto che vivo ormai da dieci anni a Firenze.

Mi sono chiesto cosa potevo scrivere, come potevo affrontare un articolo sulla Lucania pur essendone lontano e non essendo tanto aggiornato riguardo alla vita “in patria” se non di riflesso, ascoltando notizie e voci dai miei legami familiari e dai miei amici di Melfi, o raccogliendole da questo portale.
Cosa scrivere e che dire senza cadere in patetici discorsi da “emigrante dello studio”, fascia alla quale siamo in molti ad appartenere, pregio e virtù di tanti giovani che “escono” dalla regione per costruirsi un futuro dando vita così a due facce contrastanti della stessa medaglia.
La faccia negativa è quella dello svuotamento di molti paesi lucani che perdono la risorsa giovanile con tutte le conseguenze che questo fatto comporta; la faccia positiva è l’arricchimento culturale che questo comporta nel momento in cui le stesse persone ritornano a casa con il loro bagaglio di esperienze. E’ innegabile che forse è proprio l’ iniziale povertà di risorse che spinge la gente a migliorare la sua condizione; uno stomaco sazio non spinge l’organismo a cercare cibo e di stomaci sazi dalle parti nostre, fino a pochi anni fa, ce n’erano davvero pochi!
Ora la situazione va migliorando; sempre più di frequente sento nominare la nostra regione come un esempio di notevole sviluppo economico; e grande crescita produttiva e imprenditoriale.
Tutto questo mi rende felice ma mi spinge anche a riflettere su ciò che poi vedo quando “scendo ” a casa. E quello che noto ad una prima analisi è che forse questo sviluppo è ancora appannaggio di poche aree (indubbiamente il Melfese, da cui provengo, è una di queste) e di poche persone.
Nemici storici dello sviluppo della nostra regione sono una mentalità un po’ troppo tendente all’auto-commiserazione, il carattere “mite” e poco portato a parlar bene della propria regione quasi vergognandosene, e una grande incapacità di interazione fra le varie aree delle Lucania che a volte è sfociata in vere e proprie “guerre di campanile” come dimostrano le storiche antipatie fra l’area del Vulture e Potenza oppure le rivalità fra Melfi e Rionero che hanno causato il mancato sfruttamento di vere e proprie risorse turistiche come potrebbero essere i Laghi di Monticchio utilizzati ancora oggi solo per i “picnic domenicali” (e sto nominando solo i casi che conosco bene… visto che sono di Melfi!).
Credo di pensar bene se dico che è proprio quest’ultimo aspetto quello da cambiare con maggiore urgenza; nella nostra regione le amministrazioni locali devono imparare a collaborare fra di loro per lo sviluppo generale della Lucania e non a rubarsi le competenze o le ricchezze.
Bisognerebbe chiudere con le antiche rivalità fra le due province e le gelosie ammuffite e controproducenti dei comuni.
Solo allora, forse, la Lucania potrà pensare di entrare a far parte di quel gruppo di realtà regionali ricche come quella dove vivo attualmente (la Toscana).
Vi pare troppo? Credete che stia esagerando? Io penso di no…forse perchè conosco bene la Toscana e i toscani e non mi sono mai sembrati meglio di noi; forse sono solo più orgogliosi di loro stessi ed hanno usato le loro (tante) rivalità di campanile per aumentare lo sviluppo nelle varie province e non per mettere il bastone fra le ruote al “campanile” vicino!

E’ questione di cultura e volontà e non solo di “strade che non ci sono”! Mi pare che i miei dubbi su cosa scrivere siano sfociati comunque in una serie di riflessioni…a voi le considerazioni.

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