Cosa c’è di nuovo sotto al sole? Tutto o niente. Come ho già detto nell’articolo precedente che strana regione la nostra, i problemi della nostra terra si prestano ad interpretazioni diverse, e così c’è chi vede il sole e chi la pioggia, chi il famoso bicchiere lo vede mezzo vuoto e chi mezzo pieno, ma è solo questione di ottimismo? Aiutatemi a riflettere su alcuni problemi dell’area in cui abito, il Lagonegrese. Secondo voi le cose vanno bene o male?
Tutti ci invidiano questa tavola imbandita di tante piccole bontà: il mare (Maratea), la montagna (Sirino), la bellezza naturale del Parco Nazionale del Pollino, e allora quale è il problema? Il fatto è che non basta avere gli ingredienti, è necessario saperli cucinare; i nostri cuochi lucani come se la cavano? Metaforicamente parlando penso che spesso sbaglino i “tempi di cottura”.
Cosa voglio dire? Semplicemente che non c’è sinergia tra i vari comuni della zona, c’è troppo campanilismo inutile, assolutamente dannoso per tutti. Volete qualche esempio? Vi ricordate il periodo in cui si vociferava sulla creazione della provincia nel Lagonegrese, ebbene se non erro (e correggetemi se sbaglio) il problema fu il campanilismo tra Lauria e Lagonegro. Risultato: un fallimento per tutti!
Quando cominceremo a capire che lo sviluppo è un discorso globale? Non si può frazionare, o coinvolge tutti o nessuno; frazioni di ricchezza lasciano il tempo che trovano, e quindi niente di nuovo sotto al sole!!
Voglio accennare per grandi linee ai problemi di cui mi occuperò a lungo nei prossimi articoli, sperando di avere un riscontro critico e un sicuro vantaggio reciproco. Analizziamo l’economia dell’area.
Ci è stato sempre detto che la nostra vocazione è il turismo. Ma cosa facciamo in concreto? forse solo Maratea è il vero fiore all’occhiello, ma se già ci spostiamo verso Lagonegro troviamo un ottimo impianto sciistico sul Sirino, chiuso prioprio durante le vacanze invernali, e il problema penso non sia solo al mancanza di neve e così, il nostro bel turista, la prima volta viene e trova chiuso, la seconda pure, la terza decide di andare a sciare altrove! Ma Latronico non se la passa meglio. Il suo impianto termale è sotto gestione fallimentare (tornando alla nostra metafora alimentare è come dire che siamoa arrivati alla frutta!!!).
Anche qui il turista, soprattutto anziano arriva, si fa i suoi bei bagni di fango, ma poi si imbatte in una marea di disservizi. La sera, vorrebbe andare a ballare, ma questa non è Rimini, e le balere sono solo un lontano ricordo; buttiamo sulla cultura, allora! Peccato che l’anfiteatro sia ancora in costruzione..e non ci siano spettacoli.
Quando prima parlavo di “tempi di cottura”, mi riferivo appunto a questa mancanza di sincronia tra le varie iniziative. (Per omaggio alla verità, bisogna dire, però, che c’è un ottimo museo che raccoglie i reperti archeologici della zona!!) Spostiamoci adesso nell’area parco. Le cose non migliorano di molto, ancora poca ricettività, poche guide, poca fiducia nelle reali possilità che il Parco offre, poca capacità di comunicare le emozioni che una totale full immersion nella natura riesce a dare. La colpa di chi è?
C’è un Ente preposto allo sviluppo del parco, che secondo me funziona male, forse perchè l’area abbraccia 2 regioni e ciò, sicuramente, appesantisce la macchina burocratica, ma non è solo questo. Sempre a proposito di ricettività, viene sfruttata poca la formula del Bed & Breakfast, ed è un vero peccato anche in considerazone della legge regionale che offre finanziamenti a tal proposito. Questi sono alcuni i problemi che affronteremo in seguito. Aiutatemi a capire meglio i problemi che ci affliggono: una buona consapevolezza è la base ideale per intraprendere un discorso di cambiamento e risanamento.

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