Ferrandina-Matera, storia di una incompiuta

Il Ministro Delrio apre a una ripartenza dei lavori per la Ferrandina-Matera, ma ci vorranno anni per il completamento

La recente visita lucana del Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica la questione relativa alla Ferrandina-Matera, una delle tante opere incompiute nel Mezzogiorno. Il Ministro, intervenuto a Potenza a margine di un’iniziativa a favore del SI al referendum costituzionale, ha detto chiaramente che l’opera non sarà ultimata per il 2019.

“Ci stiamo lavorando”, questa la risposta di Delrio a chi ipotizzava una ripresa imminente dei lavori dell’arteria ferroviaria. “Non sarà possibile ultimarla entro i prossimi tre anni , non raccontiamo storie ai cittadini. I lavori richiederanno molto tempo, perché purtroppo è un’opera vecchia rimasta lì per troppi anni. Vanno aggiornate le sicurezze, le gallerie: va fatto un lavoro che – ha concluso il titolare dei Trasporti – durerà quattro o cinque anni, ma abbiamo già cominciato a porre le basi”.

Recentemente sono state fatte alcune ipotesi, non confermate, secondo cui i lavori sarebbero ripartiti al fine di creare un reale collegamento con la rete ferroviaria nazionale, con gestione affidata alle Ferrovie Appulo Lucane. Le parole del Ministro, a questo punto, escludono tali supposizioni.

Ferrandina-Matera: un’incompiuta che ha origine negli anni Trenta

La ferrovia Ferrandina-Matera, linea a scartamento ordinario, avrebbe dovuto realizzare il collegamento di Matera con la rete ferroviaria nazionale presso la stazione di Ferrandina. I primi progetti risalgono addirittura agli anni Trenta. In quel periodo, infatti, la Società Mediterranea Calabro Lucane realizzò un collegamento tra Matera, Ferrandina, Pisticci e Montalbano Jonico. Il collegamento venne così pensato perché poteva innestarsi con la linea principale delle FS, la Battipaglia-Metaponto. Tutto questo consentiva all’utenza di raggiungere Taranto o Napoli. Nei primi anni Settanta la tratta venne chiusa per mancato ammodernamento: tutta l’infrastruttura versava ormai in condizioni di abbandono e degrado.

I lavori di realizzazione della tratta Ferrandina-Matera “La Martella” cominciarono oltre trent’anni fa, nel 1986. Da qual momento non sono mai stati completati nonostante l’investimento di 500 miliardi di vecchie lire. L’opera, che nelle intenzioni doveva portare la città di Matera fuori dall’isolamento ferroviario, da queste parti è considerata come l’incompiuta per eccellenza. Ancora oggi la Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019 è raggiungibile da Bari solo tramite la linea a scartamento ridotto delle Ferrovie Appulo Lucane. Questo comporta disagi enormi per tutti: turisti, abitanti della zona, aziende, pendolari e quanti altri.

Essere Capitale della Cultura significa divenire protagonista di uno sviluppo infrastrutturale, legato non solo al restauro degli edifici esistenti, ma anche alla realizzazione di una dignitosa rete di collegamenti ferroviari. Matera e la Basilicata non chiedono altro.

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