Cultura
“Il nipote di Monsignore, primo romanzo della lucana Maria Rocco
E
dito da 0111Edizioni, è stato pubblicato nello scorso settembre 2001a Napoli, “Il nipote di Monsignore”, primo romanzo della lucana Maria Rocco.
"Ho appena realizzato il mio sogno nel cassetto - ci scrive l'autrice - lettrice appassionata da sempre , dopo aver tanto letto le storie degli altri, dopo essermi tanto emozionata con le vite degli altri, ho sentito un bisogno insopprimibile di dare voce e corpo alla mia storia, alle mie origini, alla mia terra"
La storia:
Un tormentato Monsignore, di nobili origini, benché costretto ad entrare in seminario dall’ambizione materna senza nessuna vocazione, cerca di svolgere al meglio il suo ruolo di pastore fra la sua gente, in un paese sperduto tra le montagne dell’Appennino lucano, con radicate tradizioni religiose e cultura contadina dominante.
Nuovo libro dello scrittore materano Domenico Dimase
“Frammenti di terra e magia” è la raccolta di poesie dello scrittore materano Domenico Dimase.
Dopo l’esperienza nella Narrativa con le opere edite “ Gli occhi sulla montagna” (EditricErmes 2005) e “Le Magnifiche stagioni di Ermenengildo” (Il Filo Editore 2009) e la produzione di altre opere inedite, lo scrittore materano, si cimenta con il variegato mondo della Poesia, regalandoci un affresco intrigante, moderno di liriche, che rappresentano una sorta di cammino sui generis in questo genere letterario, come se avesse voluto sorprenderci e attirare la nostra attenzione sulla dimensione reale dell’uomo contemporaneo e su ogni realtà che lo circonda.
In mostra il presepe poliscenico di Anzi. E' il quarto più grande d'Europa
L’associazione di volontariato Teerum Valgemon Aesai, come ogni anno, da appuntamento a tutti i visitatori al Presepe Poliscenico di Anzi. Anche quest’anno, nonostante l’incombenza della crisi economica, i volontari dell’associazione Teerum Valgemon Aesai si prodigano per l’apertura del presepe Poliscenico prolungando i giorni d’apertura.
Il Presepe Poliscenico di Anzi, quarto in Europa per grandezza costruito con rara meticolosità e peculiarità realizzato in gesso e materiali di recupero, ritorna ad essere il protagonista dei presepi lucani anche perché i paesaggi riprodotti nelle diverse scene riecheggiano gli scorci più belli della Basilicata. Il responsabile culturale dell’associazione Teerum Valgemon Aesai Mariano Marcogiuseppe in una nota sostiene: “anche quest’anno il Presepe Poliscenico di Anzi ribadisce il suo necessario legame con il territorio attraverso il connubio tra il presepe classico e i paesaggi lucani sullo sfondo, inoltre non va sottovalutata la caratteristica distintiva di questo presepe che è quella di essere “Poliscenico” cioè di essere diviso in più scene che ripercorrono alcune tappe della vita di Gesù, questa tecnica ricorda gli affreschi del ciclo della vita di Gesù realizzato nel “500” da Giovanni Todisco nella chiesa della Madonna del Rosario sul monte Siri ad Anzi. Elemento questo che arricchisce e contribuisce ancor più all’attaccamento al territorio e alla valorizzazione delle opere artistiche di Anzi.” Il presepe resterà aperto in mattinata dall’8 all’11 Dicembre e poi tutti i giorni dal 20 Dicembre 2011 all’8 Gennaio 2012. Per ulteriori informazioni bisogna consultare il sito: http://presepepoliscenicostabiledianzi.blogspot.com/
(Fonte: Associazione Teerum Valgemon Aesai)
Bestiario sinisgalliano. Studio dell'immaginario zoomorfo nelle opere di Leonardo Sinisgalli
Il saggio di Luigi Beneduci (Aracne - Roma 2011) realizza uno studio sul “bestiario” di Leonardo Sinisgalli. É un percorso che attraversa tutte le opere dell'autore, in prosa e in poesia, da un punto di vista privilegiato: analizza le immagini degli animali presenti nei suoi scritti, come metafore, simboli, emblemi, di valori e significati più profondi.
leggi tutto su www.leonardosinisgalli.it
"Ultimi quaranta secondi della storia del mondo" il nuovo thriller di Stefano Santarsiere
E' uscito in versione e-book per edizioni Abelbooks il romanzo dal titolo 'Ultimi quaranta secondi della storia del mondo". Si tratta di una storia ambientata nella Val d'Agri, come gran parte della produzione precedente dello scrittore 37enne originario di Sarconi.
IL LIBRO
E’ una mattina di un torrido agosto quando il paesino lucano di Santerio viene sconvolto dall’omicidio dell’amato parroco, don Pietro Miraglia. A indagare è il commissario Antonio Sparagno, che intravede l’opportunità di ottenere un incarico più prestigioso e sfuggire a un ambiente che avverte estraneo; ma l’episodio si dimostra ben presto un crogiuolo di misteri che svelano al poliziotto il lato irrazionale della comunità.
Diversi personaggi dimostrano legami insospettabili con la vita (e la morte) della vittima. Giovanni Belisario, insegnante di italiano vedovo, vittima di un duplice e problematico rapporto con il figlio Carlo e l’enigmatica cognata Elena. Roberto Bradadich, un giovane in crisi esistenziale che ha appena abbandonato Parma per tornare al passato e al ricordo del padre morto. Mimmo Coppola, spregiudicato giornalista che vuole sfruttare la tragedia per far decollare la sua emittente privata.
Alla vicenda fa da sfondo il paese, anzi un gruppo di paesi, legati da un tessuto connettivo di boschi e campi, ma anche pozzi di petrolio, masserie diroccate, santuari oggetto di fanatiche venerazioni. Un terreno di coltura per tradimenti, delitti rituali, sabotaggi, in cui nulla e nessuno è realmente come appare e su tutto sembra incombere una secolare lotta tra Fedi contrapposte; un contesto dove la storia, e non solo quella povera e tragica dell’omicidio del prete, ma la Storia in quanto tale, sembra destinata a prendere il sopravvento dimostrandosi molto più grande e sconvolgente delle figure che animano questo mondo rurale.



